Il paper analizza il ruolo delle parti sociali italiane nella governance della migrazione per motivi di lavoro e nella definizione delle tutele per i lavoratori migranti attraverso la contrattazione collettiva. Il contributo dimostra che, nonostante i poteri formali limitati in materia di politica migratoria, i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro contribuiscono alla formazione, all’integrazione e alle strategie anti-sfruttamento, mentre i contratti collettivi nei settori chiave includono sempre più spesso disposizioni relative alla formazione linguistica, al supporto amministrativo, alle esigenze di mobilità, alle pari opportunità e alla sicurezza sul lavoro. Lo studio evidenzia come le relazioni industriali italiane si stiano gradualmente adattando a una forza lavoro strutturalmente migrante, sviluppando strumenti che integrano la regolamentazione pubblica e promuovono pratiche lavorative più inclusive.

