Il Consiglio di Stato si pronuncia sui “modi” della detenzione amministrativa nei Centri di permanenza per i rimpatri.
La decisione merita attenzione in quanto vincola l’amministrazione all’esercizio della discrezionalità in modo coerente con la natura degli interessi coinvolti. Ne consegue la necessità di riformulare lo schema di capitolato d’appalto, limitatamente alla fornitura dei servizi sanitari, sulla base di un’istruttoria più completa, tanto sul piano oggettivo quanto su quello soggettivo. In tal modo, i soggetti privati gestori dei Centri saranno tenuti a conformarsi a standard unitari a tutela della salute delle persone trattenute.
Ricercatrice di Diritto Amministrativo, Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

