Sfruttamento del lavoro e “stato di bisogno” legato alla condizione di straniero

Sfruttamento del lavoro e “stato di bisogno” legato alla condizione di straniero

Martina Galli

La sentenza in commento riguarda l’applicazione di una misura cautelare nei confronti di un soggetto indagato per il reato di sfruttamento del lavoro (art. 603-bis, co. 1, n. 2, c.p.) in danno di lavoratori extracomunitari. La peculiarità della vicenda risiede nel fatto che lo sfruttamento non s’incardina in un contesto di lavoro “nero” (senza contratto) e non vede come vittime stranieri irregolari, riferendosi invece a un contesto di lavoro “grigio”, dove gli stranieri, dotati di permesso di soggiorno, sono inseriti pur a condizioni inique in un regolare rapporto di lavoro. In questo contesto la sussistenza di condotte di sfruttamento, punibili ai sensi dell’art. 603-bis c.p., tende a farsi meno riconoscibile, a fronte di “indici” che potrebbero segnalare la presenza di una mera ipotesi di lavoro irregolare. La situazione di illiceità delineata dal delitto di sfruttamento del lavoro deve perciò essere attentamente valutata, alla luce delle circostanze che indiziano la sottoposizione dei lavoratori a una condizione di sfruttamento, con approfittamento del loro stato di bisogno. Rispetto a questo secondo elemento la pronuncia si mostra particolarmente interessante, facendo emergere fattori che concorrono a delineare la peculiare condizione di vulnerabilità dello straniero, anche regolare.

Archivi

Categorie

Categoria: Osservatorio della giurisprudenza
Tags: ,

Articoli Correlati

Menu