ON COLLECTIVENESS, ARBITRARINESS AND JUDICIAL COMITY: THE HUNGARIAN EMBASSY PROCEDURE BEFORE THE ECTHR

Con la sentenza del 24 giugno 2025 la Corte di Strasburgo ha affermato la violazione della Convenzione europea
dei diritti dell’uomo da parte dell’Ungheria per l’espulsione collettiva di tre ricorrenti in contrasto con l’art. 4 del
Protocollo 4, l’inadempimento degli obblighi procedurali derivanti dal principio di non-respingimento di cui all’art. 3,
e infine la mancata garanzia di rimedi efficaci di cui all’art. 13, letto congiuntamente all’art. 4 del Protocollo 4. La
Corte EDU si pronuncia per la prima volta sulla c.d. procedura all’ambasciata, che, introdotta dall’Ungheria nel
contesto pandemico, prevede la possibilità di dichiarare l’intenzione di chiedere asilo presso le ambasciate ungheresi
situate nei Paesi terzi limitrofi. Con la sentenza in oggetto la Corte Edu ha colto l’occasione per confermare
l’interpretazione della CEDU quale strumento vivente contro la prassi ungherese, precedentemente bocciata anche dai
Giudici di Lussemburgo.

Kamilla Galicz
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Kamilla Galicz è dottoranda di ricerca in diritto pubblico presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ha conseguito la laurea con summa cum laude presso l’Università di Pécs (Ungheria) nel 2019. Ha maturato esperienza professionale prima come specialista di informazioni sui Paesi di origine presso l’Unità COI dell’Ufficio d’Immigrazione e di Asilo di Budapest, poi come avvocato praticante presso un prestigioso studio legale con un’ampia clientela italiana e anglofona. La sua tesi di dottorato si concentra sulla connessione tra condizioni di salute, non-refoulement e diritto di asilo e, in tale ottica, sulla rilevanza probatoria delle informazioni sui Paesi di origine nelle procedure di asilo.

 

Kamilla Galicz is a PhD Candidate in Public Law at Sant’Anna School of Advanced Studies, in Pisa. She graduated summa cum laude from the University of Pécs (Hungary) in 2019. She gained professional experience first as Country-of-Origin Information specialist at the COI Unit of the Immigration and Asylum Office in Budapest, then as trainee lawyer at a prestigious law firm with a wide Italian and English-speaking clientele. Her PhD research focuses on the connection between health conditions, non-refoulement and the right to asylum and, in this regard, on the evidentiary relevance of Country-of-Origin Information in asylum procedures.