STRUCTURAL INTERSECTIONALITY AND POSITIONAL VULNERABILITY: REFLECTIONS FROM THE EXPERIENCE OF THE LEGAL CLINIC ON MIGRATION AND RIGHTS

Il contributo analizza il caso di una donna ivoriana vittima di violenza domestica che si rivolge alla Clinica legale
Migrazioni e Diritti dell’Università di Palermo per affrontare problemi legati alla residenza e alla condizione abitativa.
Attraverso una prospettiva di intersezionalità strutturale, l’articolo mostra come la vulnerabilità non sia una
caratteristica intrinseca delle donne migranti, ma il prodotto dell’intreccio tra strutture giuridiche, istituzionali e sociali.
L’analisi mette in luce tre barriere principali: linguistica, amministrativa e abitativa, che limitano l’autonomia delle
donne migranti e rafforzano situazioni di dipendenza e violenza. Spostando l’attenzione dalle dimensioni identitarie a
quelle strutturali dell’intersezionalità, l’articolo contrasta la retorica della “vittima vulnerabile” e mette in evidenza le
strategie di sopravvivenza e resistenza adottate dalle donne migranti. In questo quadro, l’intersezionalità strutturale si
configura come strumento critico per interrogare il diritto e immaginare trasformazioni istituzionali capaci di incidere
sulle condizioni di vulnerabilità strutturale

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Rachele Scardamaglia
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