RESISTENZE MIGRANTI: RIPENSARE LA PRODUZIONE DI SAPERE
OLTRE LA LINEA ABISSALE
Il contributo analizza criticamente la produzione giuridica ed epistemica delle migrazioni a partire dalle pratiche di resistenza messe in atto dalle persone migranti. Muovendo dalle riflessioni di Abdelmalek Sayad e Boaventura de Sousa Santos, l’articolo mostra come la figura del migrante sia stata storicamente costruita nel cosiddetto “Nord Globale” come oggetto funzionale all’ordine statale-coloniale, attraverso categorie giuridiche e dispositivi epistemici che ne hanno limitato visibilità, agency e legittimità conoscitiva. Attraverso il dialogo tra la prospettiva migrante-centrica, l’analisi delle translocal legalities e la teoria delle epistemologie dei Sud, il contributo esplora le resistenze migranti sia come pratiche situate di interazione con il diritto sia come forme di produzione di conoscenza capaci di mettere in crisi le gerarchie epistemiche dominanti. Le resistenze epistemiche vengono lette, in particolare, alla luce della nozione di linea abissale, come spazi di emersione di saperi e normatività alternative. L’articolo propone infine una riflessione sul ruolo della ricerca socio-giuridica nella promozione di una prospettiva post-abissale orientata alla giustizia cognitiva.

