La sentenza n. 63 del 2026 della Corte costituzionale ha respinto le censure contro la nuova disciplina della cittadinanza iure sanguinis, introdotta dal d.l. n. 36 del 2025, valorizzando l’ampia discrezionalità del legislatore nel ridefinire il legame tra cittadinanza, popolo e territorio. Il commento condivide l’esito della decisione, ma ne problematizza il percorso argomentativo, concentrandosi sul modo in cui la Corte utilizza le categorie della retroattività e dell’affidamento.

