L’analisi comparata dei sistemi italiano e francese in tema di protezione delle vittime di tratta di esseri umani rivela
un disallineamento rispetto agli standard europei e convenzionali. Nonostante il progressivo affermarsi, a livello di
diritto dell’Unione, di un paradigma victim-centred entrambi gli ordinamenti continuano a essere attraversati da
una logica premiale che subordina l’accesso alla protezione alla cooperazione con le autorità giudiziarie. Tale
impostazione si pone in tensione con la Convenzione di Varsavia e con le raccomandazioni del GRETA, rendendo
necessaria una revisione strutturale dei criteri di accesso alla protezione, che ponga la vulnerabilità, e non l’utilità
processuale, al centro del sistema di tutela.

