La sentenza del Tribunale di Torino qui annotata si inserisce nel filone, ormai consolidato, della responsabilità aquiliana della pubblica amministrazione per il ritardo nell’adozione di provvedimenti amministrativi, con specifico riferimento al settore dell’immigrazione. Il commento analizza criticamente le principali opzioni argomentative seguite dalla pronuncia, evidenziandone le aporie: dalla debole ricostruzione dell’elemento soggettivo all’eccessiva sinteticità del rigetto del danno non patrimoniale, dalla liquidazione equitativa tramite simulatore NoiPa all’assenza di qualsiasi approfondimento sulla questione della giurisdizione.

