Artificial Intelligence and the Transformation of Evidence in EU Asylum Procedures: Towards a New Evidentiary Paradigm?

Il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie digitali nei procedimenti di asilo solleva una questione fondamentale: in che modo l’introduzione di prove mediate dalla tecnologia incide sul modo in cui l’incertezza probatoria viene distribuita e gestita nell’ambito della valutazione individuale di una domanda di asilo? L’articolo esamina tale questione concentrandosi sulle tecnologie in grado di produrre, estrarre o interpretare informazioni individualizzate, tra cui l’analisi automatizzata del linguaggio e l’estrazione di dati dai dispositivi elettronici. Esso sostiene che la loro rilevanza non risieda semplicemente nell’ampliamento delle risorse probatorie disponibili per l’autorità competente. Gli output tecnologici possono infatti acquisire un particolare peso epistemico nella valutazione delle singole domande e modificare così le condizioni pratiche nelle quali viene valutata l’incertezza probatoria. Un risultato automatizzato può diventare un parametro di riferimento rispetto al quale viene valutato il racconto del richiedente, anche quando il rapporto tra il risultato tecnico e il fatto giuridicamente rilevante rimane incerto. Di conseguenza, lo spazio pratico nel quale l’autorità può ricorrere al beneficio del dubbio può restringersi senza che intervenga alcuna modifica formale delle regole probatorie applicabili. L’articolo esamina le implicazioni di tale trasformazione per l’equità procedurale e sostiene la necessità di garanzie in grado di preservare la valutazione individualizzata, la partecipazione in contraddittorio, una valutazione umana effettiva e un’efficace tutela giurisdizionale.

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Agnese Palazzi
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