Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sentenza del 25 giugno 2019, Al Husin c. Bosnia ed Erzegovina (No. 2), ric. n. 10112/16

 Chi vuole un terrorista? La detenzione dello straniero in vista dell’espulsione viola la CEDU in assenza di una prospettiva realistica di concretizzare il suo allontanamento dallo Stato

Abstract

Con la propria sentenza nel caso Al Husin c. Bosnia ed Erzegovina (No. 2) la Corte Edu dichiara che la detenzione di uno straniero in vista della sua espulsione è contraria alla CEDU in assenza di prospettive realistiche di poter concretizzare l’espulsione stessa. La Corte ricorda che nel caso di detenzione in vista dell’espulsione le autorità nazionali hanno l’obbligo di condurre con diligenza la procedura di allontanamento del soggetto interessato, in particolare dovendo verificare che vi siano, fin dall’inizio, e che continuino ad esservi successivamente, prospettive realistiche di portare a compimento l’espulsione. A tal fine, le autorità nazionali devono agire attivamente per cercare un Paese terzo disposto ad accogliere il soggetto destinatario dell’espulsione. Se, tuttavia, nel corso della procedura non vi è più una prospettiva realistica di finalizzare l’espulsione dello straniero, la detenzione non è più giustificabile ai sensi dell’art. 5(1)(f) CEDU.

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Categoria: Osservatorio della giurisprudenza
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