Cassazione civile sez. lavoro – 25 giugno 2019, n. 16989

L’assegno sociale degli stranieri extracomunitari e gli “speciali” requisiti di accesso

La sentenza in esame interviene in materia di assegno sociale degli stranieri e rappresenta la prima applicazione – a quanto consta – della pronuncia n. 50/2019 della Corte costituzionale, con cui inaspettatamente si è ritenuto che il beneficio de quo non sia una prestazione volta a rispondere a bisogni primari della persona. Di conseguenza rientra nella discrezionalità del legislatore introdurre “requisiti speciali” – nello specifico, la titolarità del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e la residenza decennale in Italia – che qualificano la prestazione come corrispettivo solidaristico per quanto doverosamente offerto in precedenza dallo straniero al progresso materiale o spirituale della società. Con la pronuncia in epigrafe, la Cassazione afferma che per l’accesso all’assegno sociale il cittadino straniero deve essere in possesso di entrambi i requisiti richiesti dalla legge e che la mancanza di uno dei due comporta la negazione del beneficio.

 

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