L’insostenibile incertezza sul contenuto degli obblighi degli Stati derivanti dal divieto di espulsioni collettive

Alessandro Bufalini – Nella sentenza in esame, la Corte europea dei diritti umani si esprime per la seconda volta, in poco più di un mese, sul divieto di espulsioni collettive ai confini terrestri dell’Unione Europea. Come nel precedente ricorso nei confronti della Spagna, i giudici di Strasburgo hanno negato che lo Stato convenuto (qui, la Slovacchia) abbia commesso una violazione del divieto contenuto nell’art. 4 Protocollo 4 CEDU. La decisione presenta una ricostruzione dei fatti non particolarmente convincente e un impianto probatorio piuttosto fragile. Più in generale, la Corte sembra non riuscire a ricostruire in modo coerente il contenuto degli obblighi positivi degli Stati sottesi al divieto di espulsioni collettive, riducendo al contempo l’effettività del diritto di chiedere asilo alle frontiere esterne dell’Unione Europea.

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