Pericolo di ritorsioni per l’orientamento sessuale per individui sottoposti a procedura di allontanamento e l’art 3 CEDU quale strumento di tutela

La Corte Europea dei Diritti Umani si è trovata a dover decidere in merito alla legittimità di un possibile rimpatrio di un cittadino gambiano dalla Svizzera. Quest’ultimo, omosessuale ed unito in un’unione civile regolarmente registrata con un cittadino svizzero, asseriva che un’eventuale deportazione nel Paese africano lo avrebbe messo a rischio di subire trattamenti inumani e degradanti, contrariamente a quanto disposto dall’art.3 della CEDU. Aggiungeva che un suo rimpatrio in Gambia avrebbe comportato una violazione del suo diritto alla vita privata e familiare stabilito dall’art.8 della stessa CEDU. La decisione in commento presenta diversi motivi di interesse. La Corte Edu ha deciso di approfondire il contenuto del diritto all’orientamento sessuale e degli obblighi a cui è sottoposto lo Stato accogliente prima di procedere all’espulsione e al rimpatrio di un individuo straniero.

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