Non refoulement e rispetto della vita privata e familiare nel nuovo “decreto immigrazione e sicurezza”

Il nuovo “decreto sicurezza” amplia la portata del divieto di respingimento, espulsione o estradizione di cittadini stranieri dal territorio italiano contenuto nell’art. 19 del T.U. sull’Immigrazione. La nuova disposizione rispecchia quanto stabilito da due importanti norme internazionali. Dà attuazione, innanzitutto, al ben noto principio di non refoulement, nella variante finalizzata alla prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti. Esprime, poi, una declinazione del diritto riconosciuto, tra l’altro, dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo alla vita privata e familiare. Le due ipotesi contemplate sono dunque, da un lato, quella di un allontanamento forzato che esponga il cittadino straniero a un rischio di tortura o di trattamenti inumani o degradanti; dall’altro, quella di un allontanamento che venga a spezzare un legame particolarmente stretto e durevole del cittadino straniero con lo Stato che lo ospita. L’una e l’altra pongono interessanti questioni di interpretazione.

 

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