Il richiedente “denegato” in Germania può avere una seconda chance in Italia? Il problematico “sì” della Prima sezione della Cassazione

Il richiedente “denegato” in Germania può avere una seconda chance in Italia?
Il problematico “sì” della Prima sezione della Cassazione

In base al regolamento Dublino III, una domanda di asilo può essere esaminata soltanto da uno Stato membro, quello competente. Se il richiedente si trova in un altro Stato membro, quest’ultimo deve avviarne il trasferimento, a meno che non eserciti la facoltà di esaminarne la domanda in base alla clausola prevista dall’art. 17(1) del regolamento. Come la Corte di giustizia ha più volte chiarito, i giudici nazionali non possono convertire quella facoltà in obbligo. Ne deriverebbe, altrimenti, una «collisione frontale» (così, di recente, le Sezioni unite) con il sistema Dublino, che poggia sul principio della fiducia reciproca tra Stati membri e sull’obiettivo di prevenire i movimenti secondari e il c.d. asylum shopping. Ciò nonostante, il 5 maggio 2025 la Prima sezione della Cassazione ha reiterato la tesi opposta, affermando che la clausola facoltativa, per l’Italia, si converte in un obbligo perché il giudice deve poter verificare la spettanza della protezione nazionale, trattandosi di un diritto fondamentale riconducibile all’art. 10, terzo comma, Cost. La pronuncia solleva numerosi dubbi di compatibilità con il diritto dell’Unione e nuovi interrogativi sul modo in cui alcuni giudici interpretano il loro “attivismo” in questa materia.

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Mario Savino è professore ordinario di diritto amministrativo nell'Università della Tuscia. Coordina l’Accademia di diritto e migrazioni (ADiM) e il Centro di eccellenza Jean Monnet sull'integrazione dei migranti (IntoME 2020-2026). Dirige la Collana di studi su “Diritto e migrazioni”, edita da Editoriale scientifica. Si occupa di diritto amministrativo europeo e globale, trasparenza, riforme amministrative e di diritto dell’immigrazione, oggetto principale dei suoi interessi di ricerca. È stato UE Law Poros Chair Professor presso la National Law School of India University, Bangalore (2005), Global Crystal Eastman Research Fellow presso la New York University School of Law (2006 e 2009), e Research Fellow presso il Max Planck Institute for Comparative Public Law
and International Law di Heidelberg (2014).

È autore di due monografie, una in tema di immigrazione (Le libertà degli altri. La regolazione amministrativa dei flussi migratori, Giuffrè, 2012), l’altra sull’amministrazione europea (I comitati dell’Unione europea. La collegialità amministrativa negli ordinamenti compositi, Giuffrè, 2005), e di numerosi articoli pubblicati in riviste e volumi italiani e stranieri. Ha curato, tra gli altri, i seguenti volumi: Asilo e immigrazione tra tentativi di riforma e supplenza dei giudici: un bilancio (con D. Vitiello, ES, 2023); Migranti, territorio e lavoro. Le strategie d’integrazione (con H. Caroli Casavola e L. Corazza, Rubbettino, 2022); Immigrazione e lavoro: quali regole? Modelli problemi e tendenze (con P. Bonetti, M. D’Onghia e P. Morozzo della Rocca, ES 2022); Migrazioni e vulnerabilità. La rotta del Mediterraneo centrale (con L. Salvadego e E. Scotti, Giappichelli, 2021); Per una credibile politica europea dell’immigrazione e dell’asilo (Fondazione Basso, 2018); La crisi migratoria tra Italia e Unione europea: diagnosi e prospettive (ES, 2017); Oltre lo ius soli. La cittadinanza italiana in prospettiva comparata (ES, 2014).

Maggiori informazioni e gli estratti di alcune pubblicazioni sono disponibili qui: https://unitus.academia.edu/MarioSavino