Il contributo analizza il rapporto tra condivisione di dati e principio internazionale di non-refoulement nel contesto
della politica dell’Unione Europea (UE) sull’asilo. L’evoluzione delle tecnologie di sorveglianza e delle banche dati
dell’Unione ha trasformato lo scambio di informazioni in uno strumento centrale della cooperazione transfrontaliera,
ma ha anche generato nuovi rischi per la tutela dei diritti dei migranti. Attraverso l’analisi di due casi di studio – il
sistema Eurosur e il regolamento Eurodac – le autrici mostrano come la comunicazione di informazioni, personali e
non personali, possa facilitare pratiche di intercettazione, respingimento o trasferimento incompatibili con il divieto di
refoulement. Il contributo propone poi di interpretare la protezione dei dati alla luce del più specifico principio di
“data non-refoulement”, volto a prevenire la condivisione di informazioni suscettibile di contribuire, direttamente o
indirettamente, a violazioni del suddetto principio.

