Il D.lgs. 11 maggio 2018, n. 71, recependo la Direttiva dell’Unione europea 2016/801, ha modificato il Testo Unico sull’Immigrazione (D.lgs. 286/1998) con l’introduzione di misure specifiche per favorire l’ingresso di studenti e ricercatori stranieri. Le prassi applicative evidenziano però difficoltà legate, in particolare, alla disomogeneità delle procedure amministrative e alle prescrizioni in termini di rilascio e rinnovo dei visti rispetto alle effettive opportunità di riuscita accademica. Il contributo si concentra, pertanto, sull’emersione delle contraddizioni tra la teorizzazione dell’ampliamento del diritto allo studio per gli studenti provenienti da Paesi terzi e il concreto esercizio delle tutele giuridiche in questione. L’obiettivo è quello di attualizzare il concetto di «rischio migratorio» alla prova delle pratiche di preiscrizione e immatricolazione degli studenti provenienti da Paesi terzi. I risultati comprendono la proposizione di una lettura della tematica costituzionalmente orientata da cui trarre linee interpretative garantiste del bilanciamento tra diritto allo studio, autonomia universitaria e sovranità nazionale nel controllo migratorio.

