Il contributo esamina le novità introdotte dal d.l. n. 100/2026 in materia di accesso al lavoro dei richiedenti protezione internazionale, soffermandosi in particolare sulla modifica dell’art. 22 del d.lgs. n. 142/2015, che ha innalzato da sessanta a novanta giorni il termine per l’accesso al mercato del lavoro. Dopo aver ricostruito il nuovo quadro normativo e il regime transitorio, anche alla luce dei recenti chiarimenti dell’Ispettorato nazionale del lavoro, l’analisi si concentra sulle misure di integrazione socio-lavorativa previste dal Piano di attuazione nazionale del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Muovendo dal fenomeno del refugee gap, il contributo evidenzia le criticità di una disciplina che, pur senza introdurre ulteriori filtri amministrativi all’accesso al lavoro, ne ritarda l’esercizio, senza accompagnare tale scelta con un sistema altrettanto incisivo di formazione e inserimento professionale.

